Visitiamo uno dei più splendidi templi della Cristianità, il meraviglioso Duomo di Orvieto.
La costruzione del Duomo iniziò nel 1290, proseguì nel ’300 sotto la direzione di Lorenzo Maitani. La spettacolare costruzione, che appare all’improvviso percorrendo antiche stradine medievali, è una delle più splendide costruzioni gotiche italiane.
La facciata, com
pletata nel ’500, ha la forma di un grandioso trittico, che risplende di marmi policromi, sculture e mosaici. Bellissimo il rosone centrale, dovuto ad Andrea Orcagna, intorno al quale si affiancano edicole per raccogliere le statue dei profeti, e nicchie per quelle degli apostoli.
I quattro pilastri fra i portali sono rivestiti di rilievi ispirati alle Sacre Scritture.
Le imposte bronzee dei portali si devono ad un grande artista moderno, Emilio Greco, cui è dedicato un importante museo della città. Il maestoso interno conserva preziosi affreschi e numerose opere d’arte.
L’ultima cappella a sinistra conserva un celebre reliquiario, capolavoro dell’oreficeria italiana, con il corporale macchiato del sangue che sgorgò dal Pane Benedetto mentre un prete boemo celebrava la Messa nella Basilica di S. Cristina a Bolsena.
A seguito del Miracolo, subito venne informato il pontefice Urbano IV che accorse da Orvieto, con un lungo seguito, a vedere il sangue sul corporale e sulle pietre, ancora oggi conservate nella Basilica di Santa Cristina a Bolsena. La Cappella del Ss. Corporale fu costruita per custodire la reliquia del miracolo di Bolsena intorno al 1350, nel periodo in cui era capomastro Andrea Pisano.
L’angolo più importante e spettacolare del Duomo è sicuramente la Cappella di San Brizio, i cui affreschi si devono inizialmente al Beato Angelico, nella metà del 1500. L’artista iniziò la sua opera dalla volta della seconda campata con la splendida figura del Cristo Giudice e la vela dei Profeti, ma subito dopo, il 28 settembre 1447, il lavoro venne sospeso definitivamente per ragioni ancora sconosciute.
Fu Luca Signorelli a realizzare il compimento, nella Cappella Nuova, della tradizione decorativa ad affresco quattrocentesca. Il lavoro del Signorelli durò cinque anni, dal 1499 al 1504, a cavallo di due secoli e di due tradizioni estetiche, mentre al mutamento del panorama artistico dell’Italia Centrale si accompagnava il progressivo trasferimento del potere politico dalla Firenze Medicea alla Roma Papale.
Il risultato è una delle più splendide opere pittoriche della storia dell’arte, un capolavoro immenso di fantasia, plasticità, dinamismo spesso modernissimo per l’epoca, che, racconta una leggenda, attirò persino il grande Michelangelo che, si racconta, venisse qui in incognito ad ammirare e “studiare” l’arte del grande maestro fiorentino prima di accingersi alla mastodontica impresa della Sistina. In probabile successione vennero illustrate le “Storie dell’Anticristo”, il “Finimondo”, la “Resurrezione della carne”, i “Dannati”, gli “Eletti”, il “Paradiso” e l’”Inferno”.
Oggi la Cappella Nuova è di nuovo aperta ai visitatori, dopo i lavori di restauro che hanno interessato le strutture architettoniche e gli interventi sulla pellicola pittorica, e appare così in una scenografia rigenerata. Un sistema di illuminazione diffusa dal basso produce una sensazione insolita di distacco dalla realtà e induce una riflessione profonda che dalla bellezza della rappresentazione si traspone a itinerario dello spirito.
Questa pillola è dedicata al Convento di Monteluco, uno splendido eremo francescano situato sull’omonimo monte alle porte di Spoleto, nel cuore dell’Umbria. Regia: Gigi Oliviero Produzione: Luma Film Durata 1′
Una passeggiata alla scoperta dei più celebri e importanti luoghi di culto italiani, dai piccoli santuari alle grandi abbazie. Regia: Gigi Oliviero Produzione: Luma Film Durata: 25′
Visitiamo uno degli angoli preferiti da San Francesco, il Santuario di Rivotorto, nei pressi di Assisi.
La prima dimora della piccola comunità fondata da Francesco fu il luogo occupato oggi dal maestoso Santuario di Rivotorto, una località ai piedi di Assisi che prende nome da un
Visitiamo una delle più belle chiese di Todi, San Fortunato.
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Una delle più antiche chiese di Orvieto, San Giovenale.
La chiesa probabilmente rappresentava l’antico duomo di Orvieto ed è considerata la chiesa più antica della città. La sua costruzione risale infatti al 1004.
L’interno è splendidamente affrescato con immagini per lo più
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