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PAESAGGIO AMBIENTE(0) Un bel documentario ecologico, realizzato per conto del Ministero dell’Ambiente. Regia: Gigi Oliviero |
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ALTA VAL D’AGRI (Basilicata): la natura(0) Una delle più splendide zone della Basilicata è l’Alta Val d’Agri, immersa in una natura lussureggiante e viva.
Siamo nella provincia di Potenza, un’area rimasta miracolosamente intatta nel patrimonio paesaggistico italiano, ancorata a riti lenti e antichi e a tradizioni che hanno costruito con pazienza e tenacia la sua bella storia. Una storia ricca e tormentata, fatta di conquiste e di conquistatori, di genti che distruggevano e genti che, con caparbietà, ricostruivano, modellando la vita sulle loro antiche origini contadine, per cui la terra è sacra, e conservarne la bellezza e la fertilità equivale a preservarla in eterno. Oggi questa storia si può ancora ammirare nella vasta area archeologica di Grumentum, l’antica colonia romana situata sullo strategico percorso della vecchia Via Herculia. Livio ci ricorda che in questa zona si svolsero sanguinosi scontri fra Romani e Cartaginesi, in particolare una sanguinosa sconfitta di Annibale nel 207 a.C. Con la diffusione del Cristianesimo Grumentum divenne sede vescovile e conobbe momenti di grande splendore fino all’anno 1000, quando, per sfuggire ai continui saccheggi saraceni, gli abitanti furono costretti a spostarsi sulle alture circostanti, fondando innumerevoli paesi esistenti ancor oggi. La valle è circondata da dolci colline appenniniche: i Monti del Volturino, il Sacro Monte di Viggiano, il Massiccio del Sirino, dall’alto dei quali il paesaggio si distendo in visioni serene e spettacolari. Come il faggeto “Fontana delle Brecce”, esteso per 2000 ettari nel territorio di Marsiconuovo, o il parco di Calvello, con percorsi botanici perfettamente attrezzati che illustrano tutte le principali caratteristiche dell’ambiente. E non mancano sorprese, nuove e suggestive. Come un piccolo ma interessantissimo Museo del Lupo, allestito sui monti che circondano Viggiano e che, in inverno, si trasformano in attrezzate piste da sci.
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PARCO NAZIONALE DELLA SILA (Calabria)(0) La Calabria conserva uno dei più importanti e splendidi parchi nazionali ialiani, quello della Sila. “/]
Il Parco è il terzo per ordine cronologico ad essere stato fondato in Calabria,nel 1997, dopo quelli del Pollino e dell’Aspromonte, Si estende per 74.000 ettari è la sede si trova a Lorica.
Il suo simbolo è il lupo, specie depredata per secoli e fortunatamente sopravvissuta fino al 1970, anno in cui venne istituita una legge a favore della sua salvaguardia.
All’interno del Parco vi si trovano 3 dei sei bacini artificiali presenti sull’altopiano silano e la sua superficie boschiva è molto ampia, tant’è che fra i Parchi nazionali italiani è quello con la maggior percentuale di superficie boscata, circa l’80% del totale, costituita principalmente da faggete e pinete del tipico pino silano. |
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TORRE DEL LAGO PUCCINI (Toscana)(0) La mitica residenza del grande compositore Giacomo Puccini, Torre del Lago. |
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OASI DI NINFA(0) Esiste un giardino, al centro dell’Agro Pontino, lì dove un secolo fa esistevano solo paludi e malaria, che sembra tratto da un libro di favole. Un luogo quasi magico, ricco di verde curatissimo, alberi rari, ruscelli cristallini abitati da pesci e uccelli colorati. Un luogo dove la pace regna sovrana, la natura è padrona assoluta e l’uomo vi è ammesso, per gentile concessione, solo un giorno l’anno. Un luogo che apparentemente “non c’è”, dato che, come abbiamo detto, la sua visita è permessa solo un giorno al mese, ma che siamo certo tutti felici che esista davvero. |
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GROTTE DI PERTOSA (Campania)(0) Pertosa è un piccolo paese campano divenuto famosissimo da quando è stata aperta al pubblico una enorme cavità naturale, che dal paese prende il nome, ma che è anche conosciuta come Grotta dell’Angelo. Si tratta di un immenso e straordinario insieme di cunicoli e gallerie sotterranee, che seguono il percorso di un antico fiume, e che oggi è possibile percorrere e ammirare con grande comodità. Conosciuta fin dall’antichità, le prime vere ricerche scientifiche del misterioso antro che si apre a circa 70 metri sopra il corso del Tanagro, ai piedi del monte Intagliata, furono effettuate nel 1897 e accertarono che l’immenso antro fu abitato sin dall’età del bronzo e del ferro. La notorietà del luogo scoppiò dopo l’apertura al pubblico, negli anni ’50. Oggi l’ingresso è di nuovo allagato come un tempo, dopo la costruzione di deviazioni dell’acqua destinata ad alimentare una centrale idroelettrica, e, per iniziare la visita, occorre traghettare su grandi e suggestivi barconi. La visita, agevolata da un percorso attrezzato e illuminato con grande suggestione, permette di ammirare una collezione incredibile di stalattiti, stalagmiti, immense caverne, immagini surreali e fantastiche, ad ognuna delle quali è stato dato il nome dell’immagine che essa suggerisce. |
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LAGO DI BOLSENA(0) Uno dei più suggestivi laghi italiani è certamente qullo di Bolsena. Le sue anguille sono da sempre così celebri, che persino Dante le cita nella sua Commedia, rivolgendosi a papa Martino IV, che deride perché “purga per digiuno le anguille di Bolsena e la vernaccia”. Il grande poeta voleva ricordare che il goloso papa faceva macerare le amate anguille nel vino per renderle più tenere e sa sulle sue sponde si ricordano da tempi immemorabile. Cosa che gli abitanti del lago di Bolsena sapranno proporvi anche oggi, insieme agli altri squisiti pesci della zona, carpe, tinche, lucci e coregoni. Il lago è il quinto in Italia per estensione e, con i suoi 114 Km quadrati, il più grande dei bacini di origine vulcanica. Gli insediamenti umani. Nei pressi del paese di Bolsena sono stati infatti ritrovati villaggi villanoviani sommersi e già in età preetrusca, sembra, esisteva, sulla riva occidentale, la città di Bisenzio. |
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LAGO DI COMO(0) Dicono che un angolo di lago è negli occhi di ogni lombardo. E in effetti la regione, priva di sbocchi sul mare, vive la sua “voglia d’acqua” nei suoi laghi, grandi e splendidi. Come il lago di Como. Il lago, chiamato anche Lario, occupa il fondo di una valle scavata dall’antico ghiacciaio dell’Adda e si divide in tre rami, Colico a nord, di Como a sud-ovest, di Lecco a sud est. E’ un ambiente nobile e tranquillo, arricchito da ville sontuose e mitiche, paesini di pescatori che si specchiano in acque dai colori tenui, nostalgici, sereni, con un’ambientazione ancora simile a quella che gli dette Alessandro Manzoni nel suo romanzo più celebre, i Promessi Sposi. Como è la città più importante fra quelle affacciate sul lago. E’ situata in una piccola conca, in un cerchio di colline, ai piedi del monte di Brunate. Como è la città dei “maestri comacini” e dei due Plinio, il Vecchio e il Giovane, celebri scrittori pagani, qui nati e immortalati sulla facciata del Duomo. Ma è anche la città della seta, antica ma sempre attuale, e quella del razionalismo architettonico italiano. E, come scrisse Maurice Barrès, più che per sé stessa, la si ricorda (o meglio, vi si passa), per la “grazia toccante, la luce, la mobilità espressiva del lago”. Un luogo da visitare senza fretta, quindi, dove abbandonarsi alla contemplazione, ai ricordi, per riscoprire una voglia di serenità interna spesso dimenticata. |
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BAGNO VIGNONI (Toscana)(0) Nel cuore della campagna toscana, attorniato da uno dei panorami più dolci e affascinanti del nostro paese, andiamo alla scoperta di Bagno Vignoni, un microscopico borgo medievale, dove la classica piazza del paese è sostituita da una grande vasca d’acqua. E non un’acqua qualunque, ma una calda e termale, che possiede stupende proprietà curative. La pace della superficie, infatti, nasconde il continuo ribollire delle acque sottoterra. Siamo nella zona del monte Amiata, che è di origine vulcanica, e i vapori che escono dalla vasca rimandano a migliaia di anni fa, quando un inferno di lava doveva costituire il panorama normale. Col passare dei secoli, l’attività vulcanica in questo territorio si è ridotta; le lave si sono solidificate e l’acqua, arricchita dai preziosi sali minerali del sottosuolo, è divenuta una fonte gradita e benevola. Se ne servirono già gli etruschi, e poi i romani e persino Lorenzo il Magnifico, si dice, ne fu un estimatore. Dovette rallegrarsi alla vista della piazza d’acqua calda anche la folla di viaggiatori del medioevo che percorreva la via Francigena, la via dei pellegrini e che passava proprio nei suoi pressi. E per chi da nord, attraverso Siena, scendeva a Roma, Bagno Vignoni dovette diventare una tappa obbligata del faticoso viaggio. Oggi non si può fare il bagno nella vasca, ma si potrà sfruttare un vicino stabilimento termale che permetterà di curare il corpo in un ambiente rilassante e unico |
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